Circa 600 soci hanno partecipato alla assemblea generale annuale della Cassa Rurale ed Artigiana di Treviso che si è svolta all’Antica Postumia di Fanzolo. Mai così tanti! Tutti molto interessati a cogliere elementi di valutazione sul periodo di difficoltà economiche. Il bilancio tracciato dal presidente Paolo Reginato può essere questo, in due parole: molta attenzione per lo stato dell’economia e della finanza, ma anche riscontri rassicuranti. Un’occasione per fare il punto della situazione che ha permesso di entrare in profondità nella ‘materia’: “Lo scenario macroeconomico mondiale del 2008 - ha detto il presidente - è stato dominato dalla crisi dei mutui immobiliari americani e dalle sue implicazioni nei mercati finanziari ed economici”, ma “non è finito il mondo, ma un mondo”, dentro al quale si presumeva non vi fossero regole da osservare.
La ratifica di bilancio, dopo che ne sono stati analizzati i punti qualificanti, è stata espressa con parere plebiscitario. Inoltre, nel complesso delle relazioni, vi è stata la presa di coscienza di un momento difficile e ha trovato conferma la constatazione di come e quanto nel mondo siano importanti i principi del localismo e della vera ricchezza prodotta: quella ricchezza che rimane nel territorio, prerogativa fondamentale della filosofia cooperativistica bancaria.
La Cassa Rurale di Treviso si avvale di 13 sportelli distribuiti su un territorio intercomunale ragguardevole;
l’ultima apertura è avvenuta a Cusignana. Questo il quadro analitico 2008 raffrontato rispetto al 2007: il patrimonio è arrivato a 39,5 milioni di euro registrando un incremento del 5,57 per cento. In attivo anche la raccolta diretta (+15%) con 271 milioni di euro; gli impieghi sono attestati a 249 milioni di euro, +11 per cento; la raccolta indiretta (43 milioni di euro) va invece leggermente sotto con un -2,7 per cento; in flessione (-13,49 per cento) l’utile netto. Altri particolari: invariato il numero dei dipendenti (82) e confermati 80 mila euro da devolvere in beneficenza.
Nel suo intervento il direttore ha sottolineato tre aspetti: la bontà del credito pur in presenza di alcuni segnali di deterioramento; l’utile d’eserci-zio che consente di raggiungere un patrimonio tale da evidenziare un indice Tier1 del 16,92% (patrimonio di base/attività di rischio); il patrimonio di vigilanza che rappresenta la vera garanzia per i soci e clienti. Un rilancio dello slogan: “Cassa Rurale: cassaforte di famiglia, una cassa che vuole mettere al sicuro il risparmio”.
Una Cassa che ha saputo mantenersi fedele ai principi ispiratoti della cooperazione. 2354 sono i soci attuali (149 in più rispetto allo scorso anno). Basti pensare che la Cassa Rurale di Villanova all’atto costitutivo (1892) aveva 16 soci e che quella di Ospedaletto (tre anni dopo: 1895) iniziò con 22 al momento della costituzione.
Riccardo Masini